Corso di cucina nell'Italia del Sud



Dates 2017:
From 17  to 23 September
From 8 to 14 October

 

Corso di Italiano

Dates 20 17:
From 30 September to 8 October

Corso di Pittura

Dates 2017:
From 17 June to 27 June
From 2 to 12 September

15 LUG 17

Cerimonia Finale
Premiazione delle opere in una serata speciale tra le mura del ex convento francescano di Irsina

Case Vacanze

 

  Pernottare nel centro storico:

“Il silenzio di un borgo”

Cratere di Dioniso PDF Print E-mail

Il cratere di Dioniso ritorna ad Irsina dopo quasi un secolo. In esposizione nel museo Janora

 

Rinvenuto nel 1927 fu trasferito a Reggio Calabria; a Matera era esposto un frammento raffigurante un satiro, senza indicazione ma di indiscussa pregevole fattura. La ricomposizione delle due parti del cratere è stata possibile  in occasione di un lavoro di studio e ricerca condotto dal dott. Angelo Bottini e dalla dott.ssa Lucia Lecce sui vasi a figure rosse del Museo di Matera.
Il cratere è un  vaso simbolo del simposio  in cui era contenuto il vino consumato nei banchetti in onore di Dioniso presso le comunità greche e indigene della Magna Grecia.
Nel 1962, l’eminente studioso australiano della ceramografia a figure rosse dell'Italia meridionale, Arthur D. Trendall (1909-1995) pubblica uno studio intitolato Early Lucanian Vases in the Museum of Reggio Calabria, dando notizia anche di un bellissimo ma incompleto cratere a campana da Irsina , in provincia di Matera, da lui attribuito ad un artigiano metapontino (detto il Pittore del Kalathiskos) degli inizi del IV secolo a. C.
Se trovato nel Materano, perchè il vaso era al Museo di Reggio? Per colpa di una certa volubilità amministrativa che ha segnato la storia della ricerca e della tutela italiane. All'epoca, la Basilicata non era infatti affidata ad un ufficio locale, ma passava di volta in volta da una Soprintendenza all'altra. In particolare, fra il 1925 e il 1939 operava da Reggio Calabria la Soprintendenza unica alle opere di antichità e d'arte della Calabria e della Basilicata. Le vicende amministrative che seguono sono complesse, ma il cratere rimane a Reggio, fino a pochissimi anni fa, quando, su interessamento del soprintendente Antonio De Siena, viene restituito alla Basilicata insieme con molti altri reperti lucani, chiusi in casse oggi conservate nel deposito del museo di Metaponto.
In tutti questi anni nessun archeologo getta più uno sguardo sul vaso, ma la scheda passa anche nel volume di sintesi, che Trendall pubblica nel 1967, e nelle successive integrazioni, fino all'ultima, del 1983.
Nel 1973, Felice Gino Lo Porto pubblica una sistematica raccolta di materiali provenienti dai siti indigeni fra Bradano e Cavone. Nelle pagine dedicate ad Irsina figura anche un largo frammento di cratere a campana a figure rosse, inventariato come dono del 1965 di Michele Janora, appartente ad una famiglia irsinese il cui esponente più illustre è l'omonimo studioso, morto in giovane età (1867-1910), cui è oggi dedicato il museo civico della cittadina.
In una delle sue periodiche visite in Italia vede il frammento anche lo stesso Trendall, che lo inserisce nel suo terzo supplemento come opera metapontina del Pittore di Amykos, dunque degli anni finali del V secolo a. C .

 Oggi, dopo aver capito che il frammento Janora era la parte mancante del vaso trovato nel 1927, il cratere è stato finalmente ricomposto con un attento restauro, curato dal personale del laboratorio di restauro del Museo Ridola, e viene per la prima volta presentato ed esposto al pubblico: appunto 88 anni dopo il rinvenimento.

 

Ristorante al Museo

 

 

 

 

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LocationPiazza san francesco chiostro convento

Centro Arenacea
Piazza San Francesco 8
Irsina (MT)

Italy


 

 

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