I Bottini di Contrada Fontana PDF Print E-mail
La particolare situazione geomorfologica di Irsina, caratterizzata da uno spesso strato di sedimenti alluvionali sovrastanti formazioni argillose e quindi impermeabili, ha determinato la formazione di numerose e ricche sorgenti che sgorgano a poca distanza dal centro storico.

L’abbondanza di acqua ha favorito la nascita dell'insediamento umano a Montepeloso e la collocazione, in prossimità delle sorgenti, dei grandi monasteri al di fuori del paese: l'abbazia dello Juso, il monastero degli Agostiniani ed il convento dei Cappuccini.

Fin dal medioevo, la comunità locale ha operato per aumentare la disponibilità di acqua potabile canalizzando le sorgenti e realizzando gli abbeveratoi e le fontane che circondano il paese. A partire dal XVII secolo, gli abitanti si sono ulteriormente impegnati per razionalizzare i sistemi di ricezione delle acque realizzando monumentali fontanili alimentati da una rete di cunicoli, i bottini, che captano le acque dalla ricca falda freatica. Attualmente, il sistema di bottini della fontana sulla via delle Puglie é l'unico accessibile e visitabile per comprendere il funzionamento di antiche tecnologie per l’incanalamento delle acque.

E' probabile, comunque, che anche nella fontana dello Juso esistano strutture del genere, forse di dimensioni minori. Nel banco di sedimenti sottostanti la via per le Puglie é scavato un intricato dedalo di gallerie, tutte ad altezza d'uomo e percorribili. I cunicoli seguono l'andamento della falda sotterranea e sono attrezzati con vasche di accumulo utilizzate per il deposito del calcare del quale l'acqua é ricca.

Al centro delle gallerie é presente un canale lungo il quale scorre l'acqua alimentata dalle varie sorgenti sotterrane e dallo stillicidio continuo che percola dai sedimenti. Il bottino di Contrada Fontana  é formato da una galleria principale, che nel tratto terminale raggiunge la larghezza di oltre tre metri, e da altri tre cunicoli più stretti ma molto più lunghi che convergono verso vasche di accumulo e distribuzione.

Le gallerie sono scavate su livelli diversi e sono arieggiate da un gruppo di camini funzionanti come torri del vento. L'areazione degli ipogei permette di aumentare la tensione superficiale delle pareti scavate nelle arenarie e quindi, per capillarità, favorisce il percolamento dell'acqua. Le gallerie non sono state ancora completamente esplorate poiché alcuni tratti, funzionando come vasche di accumulo, sono completamente colmi d'acqua. Le sorgenti per l'acqua potabile si rintracciano ad Irsina, come negli altri paesi limitrofi, a valle del centro storico ove gli strati permeabili del terreno giungono a contatto con le argille.

Quanto alle origini, già in una pergamena del 1436 si fa menzione di Contrada Fontana mentre alcuni documenti del '700 attestano che le acque in Montepeloso giungevano per "canali coperti" e confluivano in vasche di pietra. All'interno dell'abitato medievale l'accumulo della risorsa idrica avveniva solo con la raccolta dell'acqua piovana, conservata in grandi cisterne presenti nei palazzi, nei monasteri, nel castello e nelle piazze del paese.

Molte cisterne sono ancora visibili nei cortili dei piú importanti palazzi di Irsina, mentre le cisterne comuni, scavate nelle piazze, sono ormai al di  sotto del livello stradale. Nel territorio e nelle masserie, l'approvvigionamento dell’acqua é reso possibile dalla presenza di cisterne che raccolgono l'acqua piovana, e dalle sorgenti che alimentano grandi fontanili, indispensabili per garantire ancora oggi l'abbeverata a mandrie e greggi.
 
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